26 Maggio 2012 - Napoli // Assemblea nazionale contro la guerra
L’appello che era stato fatto circolare per promuovere un’assemblea nazionale sul tema delle minacce di intervento militare contro la Siria e l’Iran, non ha trovato grande riscontro per tale motivo abbiamo deciso di rimandare la data dell’assemblea originariamente fissata per il 28 aprile.Sapevamo che sul tema specifico le resistenze ad attivizzarsi da parte del variegato mondo pacifista, sarebbero state ancora maggiori di quelle incontrate per contrastare l’aggressione alla Libia dello scorso anno, ma francamente siamo rimasti sorpresi dalla scarsa sensibilità, se si escludono limitate eccezioni, dimostrata anche dall’universo delle varie tendenze di sinistra.
Evidentemente sul tema dell’internazionalismo e dell’antimilitarismo è più semplice lanciare altisonanti proclami che impegnarsi a dare un piccolo contributo per provare collettivamente ad inceppare la micidiale campagna mediatica da cui siamo quotidianamente sommersi.
Non abbiamo dubbi che le mancate risposte, anche da parte di chi afferma di provare una sacrosanta repulsione contro la politica delle aggressioni militari condotta dalle grandi potenze, siano state dettate da ragioni altrettanto nobili ed improcrastinabili. Ma rimane il fatto che, in politica come nella vita, si scelgono delle priorità e dobbiamo quindi ritenere che le minacce di nuove missioni “umanitarie” non sono state ritenute tali da sconvolgere la propria agenda politica o per trovarvi un posticino in cui collocarle.
Report della II riunione nazionale contro la guerra. Roma 15/05/2011
Domenica 15 maggio, a Roma, si è tenuto il secondo appuntamento nazionale delle realtà No War riconvocatosi dopo la manifestazione e l’assemblea nazionale di Napoli del 16-17 aprile.Erano presenti e sono intervenuti compagni di diverse realtà: Napoli, Roma, Milano, Pisa, Viareggio, Bologna, Massa, Lecce, Genova.
La discussione ha cercato di individuare i motivi di difficoltà nella mobilitazione contro la guerra in Libia che si vanno registrando sia nelle iniziative del movimento No War che in quello più tradizionalmente pacifista.
La copertura ideologica offerta da Napolitano alla guerra umanitaria e la scarsa percezione nella società che il paese sia effettivamente dentro una guerra, sono una parte significativa del problema. Ma non si può sottovalutare neanche come una parte del movimento che storicamente si è battuto contro la guerra, non ne condivida i mezzi (i bombardamenti, l’intervento militare Nato etc.) ma ne condivida gli obiettivi (l’eliminazione di Gheddafi). Infine questa guerra, non è la solita “guerra americana” ma è una guerra coloniale che vede come protagoniste le potenze europee, a cominciare dalla Francia, ma con Gran Bretagna e Italia ormai pienamente coinvolte a tutti i livelli.
Report dell’assemblea nazionale contro la guerra Napoli, 17 aprile 2011
Si è svolta a Napoli, nella mattinata di domenica 17 aprile, all’Università Orientale occupata, l’assemblea nazionale contro la guerra in Libia, primo momento di confronto all’interno del movimento. Più di 130 persone hanno partecipato all’iniziativa, decine e decine sono stati gli interventi di singoli e strutture, presenti compagni da circa 10 città, da Milano a Palermo. L’assemblea si è aperta ricordando il compagno ed attivista dell’ISM, Vittorio Arrigoni, rapito ed ucciso a Gaza nelle prime ore di venerdì. Fuori al Palazzo dell’Università è stato esposto uno striscione commemorativo, e sono state ammainate le bandiere dell’Unione Europea e dell’Italia e messe al loro posto quelle della Palestina. L’impegno di Vittorio, la sua umanità, la sua ironia anche nelle situazioni più tragiche, il calore e la gioia che ha saputo comunicare a chi lo aveva conosciuto rimarranno per sempre nei nostri cuori, e ci spingeranno ad un rinnovato impegno perché non vi siano più nel mondo oppressi ed oppressori.
Con Vik nel cuore, con la Palestina nel cuore
Ci vediamo oggi, Venerdì 15 Aprile, dalle 19:30 a Palazzo Giusso per ricordare Vittorio e portare la sua determinazione e il suo ricordo in piazza domani per la Manifestazione Nazionale contro la guerra, al fianco di tutti i popoli oppressi! (on facebook)Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi,
altri che lottano un anno e sono più bravi,
ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi,
però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli imprescindibili
(Bertolt Brecht)
Vittorio, quanto ci viene difficile scrivere queste parole! In questa giornata infinita, di notizia in notizia fino all’ultima, la più atroce, le lacrime si prendono tutto lo spazio, e non ci resta dentro molto altro da dire se non banalità a mezza voce… che è un peccato, che non si può morire così, e che non c'è giustizia su questa terra… Non ci è mai capitato di salutare un compagno che avevamo conosciuto così bene, che leggevamo ogni giorno, con cui si scriveva in continuazione, un compagno che ci aveva sempre risposto: “ci sono!” quando lo chiamavamo per sentire una voce da Gaza… Come si fa a salutare un fratello maggiore che non c’è più?Non lo sappiamo. Forse verrà il tempo dei necrologi: ora vogliamo ancora pensare che non è vero, che una cosa del genere non può succedere, e che non può succedere ad una persona così bella… O forse può, ma in un mondo che non ha più niente d’umano.
È per questo che sappiamo che c'entra Israele. Resta solo da capire quanto c'entri. Ma c’entra, perché prima della Nakba la Palestina era terra di pace, perché prima dell'occupazione, della repressione dell'intifada, del massacro della Sinistra, i palestinesi erano il popolo più laico fra gli arabi. C'entra, perché a far vivere le persone come si vive a Gaza, un milione e mezzo in un campo di concentramento a cielo aperto, è terribilmente logico che escano fuori le bestialità, i deliri, le mostruosità. Si potrà anche scoprire che chi ti ha tolto la vita agiva per conto del Mossad, nulla cambierà rispetto a questo fatto banale, irrefutabile, fondamentale: che questa situazione di merda l’hanno voluta i sionisti, l’hanno decisa in ogni dettaglio, l’hanno costruita giorno per giorno durante sessant’anni, ed ora gli torna bene. Ci aspettiamo già i servizi preconfezionati dei media sugli arabi che azzannano la mano che li aiuta, sugli islamici come barbari fanatici, sulla necessità di bombardare ancora e ancora e ancora e ancora Gaza per evitare che Al-Quaeda prenda il potere…








